la verità scomoda di Gabriella Simoni

L’ Intermeeting di ottobre ‘26 organizzato dal Lions Club Ariminus Montefeltro  in collaborazione con i Lions Club Morciano-Valle del Conca, San Marino Undistricted e Gabicce Mare ha avutocome ospite d'eccezione la celebre giornalista e scrittrice Gabriella Simoni, che ha illustrato ai numerosi soci ed invitati presenti il suo ultimo libro:

«Non solo maranzine» 

Gabriella Simoni, storica inviata del giornalismo d’assalto, ha scelto di lasciare il prestigio della televisione nazionale per dedicarsi a una realtà spesso trascurata: il disagio giovanile. Delusa dal giornalismo mainstream, che considera sempre più influenzato dalla polarizzazione politica e da narrazioni preconfezionate, ha deciso di allontanarsi da un’informazione che, a suo parere, non racconta più la complessità della realtà. Di fronte ai conflitti internazionali, come quelli in Ucraina e in Medio Oriente, ha denunciato la perdita di obiettività e la difficoltà di raccontare la verità senza schieramenti.

Dopo aver raccontato le guerre, Simoni ha rivolto la sua attenzione alle periferie di Milano e delle grandi città europee, ascoltando le storie dei giovani coinvolti nelle baby gang e nella microcriminalità. Attraverso le loro testimonianze, ha evidenziato come dietro la rabbia, la violenza e gli atti vandalici si nascondano spesso solitudine, smarrimento e richieste di aiuto che gli adulti non riescono a riconoscere. Ha inoltre approfondito il malessere delle ragazze, meno evidente ma altrettanto grave e nel libro raccoglie undici ritratti di giovani definite “cattive”.

La giornalista critica soprattutto un sistema basato esclusivamente sulla punizione, riassunto nello slogan «mettiamoli dentro e buttiamo la chiave». Secondo la sua esperienza, il carcere minorile rischia di trasformarsi in una scuola di criminalità, rendendo più difficile il recupero dei ragazzi. Al contrario, le misure alternative alla detenzione e i percorsi di reinserimento possono aiutare i giovani a ritrovare la propria dignità e a costruire un futuro diverso.

Simoni sottolinea anche la necessità di un welfare di prossimità, fondato sulla collaborazione tra insegnanti, allenatori, famiglie e centri di aggregazione, che possano individuare tempestivamente i segnali di disagio e offrire sostegno. Il suo messaggio finale è che per combattere la violenza giovanile non basta reprimere: bisogna ascoltare, comprendere e intervenire prima che sia troppo tardi. Come nelle zone di guerra, anche nelle nostre città la vera sconfitta arriva quando si smette di guardare la realtà e si perde la speranza nelle possibilità di cambiamento.